Ho sempre pensato che chi ha qualcosa da dire di importante debba parlare. E tutti gli altri a fare silenzio. Ho sempre pensato che in alcuni momenti solo pochi debbano dire delle cose. E gli altri ad ascoltare.
Ho sempre pensato che i momenti non sono quelli “rituali” ma che il tempo è sempre. Quando c’è bisogno della parola e del pensiero.
A fine anno si lanciano messaggi. Si parla e si fanno auguri e buoni propositi. Molti , tutti. Forse troppi.
Ascoltare il presidente della repubblica. Certo. Il proprio capo religioso. Naturalmente. Il proprio sindaco. Sicuramente. Sono destini e interessi importanti. Per il futuro. Nostro. Dei nostri corpi e delle nostre anime.
Un direttore di una radio non ha molte cose da dire in più a capodanno di quelle che per 365 giorni ha già detto. Feste comprese.
Sono parole in crescendo. Costruite per raccontare fatti e vicende, parola lasciate poi libere perché chi ascolta possa accoglierle, farle proprie, modularle e inserirle tra le ore del proprio vivere quotidiano.
Quindi anche a capodanno le parole devono essere normali e semplici, come sempre.
Ma non per radio Base. Oggi , c’è una parola che deve essere detta a tutti voi. Grazie.
Il 2009 è stato un anno molto duro per radio base. Come, d’altronde, per buona parte di chi ascolta. Lavoratori, studenti, donne, uomini, stranieri. Tutte persone di cui radio base ha raccontato la vita e le storie.
Ma quel grazie significa molto di più. Un anno fa partiva la campagna “10 euro per radio base vuol dire affetto”. È stata una valanga di affetto. Una buona valanga. La città ha capito, come i suoi abitanti, che non doveva finire così. Che non si doveva chiudere una porta e spegnere una luce. La risposta è stata fragorosa. Nessun silenzio. Nessun timore di apparire e di dire “noi aiutiamo”.
La mano è stata grande, il cuore immenso: quello degli ascoltatori. Come generosi sono stati tutti i lavoratori di Radio Base alle prese con le medesime difficoltà di chi doveva fare i conti con problemi economici. Essi non hanno mai permesso che il gruppo si sfaldasse. E tutto questo ha fatto la differenza.
Oggi siamo qui a dire grazie a tutti. Le difficoltà non sono tuttavia terminate. Il 2010 ci vedrà già con una frequenza in più verso il miranese e il padovano. Una scelta per far conoscere ancora più un “ altro fare radio”. Nel 2010 guarderemo al Senegal dove Francesco Gasparetto, una delle nostro migliori voci , ha deciso di trasferirsi per far nascere un’altra radio Base. Una scommessa nel grande continente africano. È nel nostro dna. Aiutare…
Cosa dire del 2010? Che faremo ancora fatica come tutti voi…che non molleremo mai.. come tutti voi.. che saremo sempre noi stessi … come tutti voi.
Se un augurio devo e voglio fare… lo faccio alla mia città nella sua parte più debole e indifesa… noi ci saremo sempre… soprattutto per loro.
Buon 2010
Liliana Boranga
Direttore di Radio Base popolare network.
Ascolta i nostri auguri
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