Padre cattolico e madre ebrea, Samuel Gaetano Artale fu deportato insieme a tutta la famiglia ad Auschwitz nel maggio del 1944 e ne uscì quale unico superstite il 27 gennaio 1945 quando l’Armata Rossa aprì i cancelli.
Il piccolo Samuel ,che aveva solo otto anni, fu preso in consegna dalla Croce Rossa Internazionale e affidato ad una associazione ebraica che lo trasferì negli Stati Uniti, a Miami, dove poté studiare.
Oggi vive a Padova con la famiglia ed è docente di Normative Internazionali presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Palermo nonché Valutatore di Sistemi di Gestione per la Qualità, Ambiente e Sicurezza.
Oltre a numerose pubblicazioni di carattere tecnico-professionale, ha al suo attivo il libro testimonianza “Auschwitz: la barbarie civilizzata”, pubblicato nel 2005.
Ad Auschwitz, ha perso padre, madre, il nonno, la zia e la sorella, più grande di due anni.
La sua fine era prevista per febbraio ma il 25 gennaio arrivarono i Russi che riaprirono i cancelli.
Intervista all’ing. Samuel Gaetano Artale
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