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    RICICLAGGIO: CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER GIANFRANCO FINI

    FINI

    La procura di Roma ha richiesto il processo con l’accusa di riciclaggio per l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Il procuratore e il pm hanno chiesto il rinvio a giudizio anche nei confronti della compagna di Fini, Elisabetta Tulliani, del fratello di quest’ultima Giancarlo e del padre Sergio. La famiglia Fini-Tulliani viene nuovamente investita da una vicenda che risale a qualche anno fa. L’indagine nasce dalla scoperta di un appartamento a Montecarlo, lasciato da una facoltosa contessa in eredità ad An. L’accusato principale è il cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, che acquisto nel 2008 l’immobile dal valore di un milione e 360 mila euro alla modica cifra di circa 300 mila euro. Tulliani avrebbe acquistato l’appartamento grazie ai soldi prestatigli dalla società Corallo(leader nel settore delle slot). Tale società, secondo l’accusa, avrebbe versato un fiume di denaro nelle tasche dei Tulliani, ricevendo in cambio una serie di agevolazioni e leggi ad hoc approvate quando il partito di Fini era al governo. L’ex Presidente della Camera si è difeso sostenendo di non sapere nulla di questi “rapporti” tra la famiglia Tulliani e la società Corallo e di non sapere nulla dell’acquisto dell’appartamento a Montecarlo da parte di suo cognato. I dubbi ovviamente restano: perchè An avrebbe dovuto svendere un appartamento così lussuoso? è credibile che Fini non sapesse che suo cognato stesse comprando quell’appartamento grazie ai soldi della società Corallo?

    Le risposte di Fini non hanno convinto del tutto i magistrati che ora chiedono un processo per l’ex presidente della Camera.

     

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