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    UNA DONNA FANTASTICA – IL CINEMA DEGLI OUTSIDER DI SEBASTIAN LELIO

    In attesa che esca nelle sale italiane Disobedience, il primo film in lingua inglese dell’acclamato regista cileno Sebastián Lelio, con protagoniste le amanti ebree Rachel Weisz e Rachel McAdams, ci soffermiamo su Una donna fantastica (A Fantastic Woman). Lelio per questo lungometraggio ha vinto l’Oscar per il Miglior Film Straniero 2018, oltre che l’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino per la Miglior Sceneggiatura scritta da lui e Gonzalo Maza. Inoltre la protagonista del film, l’attrice e cantante lirica cilena Daniela Vega ha avuto l’onore di essere la prima persona transgender a presentare un premio nel corso della cerimonia.

    lelio

    Una donna fantastica racconta, con un realismo quasi glaciale e privo di facile sentimentalismo, l’amaro cammino dal lutto alla rinascita di Marina, una cantante trans che rimane sola dopo la morte del compagno Orlando (Francisco Reyes) e si trova a fronteggiare i preconcetti degli altri nei suoi confronti. Come se non bastasse, tutto ciò che apparteneva all’uomo le viene sottratto bruscamente e irrispettosamente dagli avidi parenti del compagno che la disprezzano per il suo essere transessuale. Marina inizialmente incassa con eleganza e mitezza, sopprimendo comprensibili sentimenti di dolore e rabbia, persino quando le viene intimato di non presentarsi al funerale di Orlando per non arrecare vergogna alla famiglia. Ma dopo un crescendo di offese nei suoi confronti che culminano in un’aggressione, in lei scatta qualcosa che la porta a far valere coraggiosamente i propri diritti e ad affrontare con dignità e orgoglio la drammatica situazione in cui si trova.

    Sebastián Lelio ha la capacità di saper raccontare con grande delicatezza, sensibilità e assenza di giudizio, storie di personaggi, in particolar modo femminili, poco rappresentate dal cinema, come quelle di Marina, ma anche della donna di mezza età Gloria (dall’omonimo film) e delle lesbiche ebree Ronit ed Esti. Il suo stile cinematografico è caratterizzato da un estremo realismo e un’andatura lenta che porta lo spettatore ad entrare passo dopo passo nelle vite e vicende narrate. Il suo è uno sguardo attento a catturare con naturalezza i dettagli che scaturiscono dalle gestualità e dall’espressività dei suoi personaggi, più che dalle loro parole, spesso concise ed essenziali. In tutti i film del regista è la musica ad acquistare un significato esplicativo dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti. In Una donna fantastica la trans Marina ascolta in macchina (You make me feel like) A natural woman nella versione di Aretha Franklin, un chiaro riferimento all’uomo che la amava per la sua unicità. Inoltre è con un’aria di Händel, Ombra Mai Fu, cantata dalla stessa attrice Daniela Vega, con la fierezza e pace ritrovata dal suo personaggio, che Lelio decide di congedare noi spettatori. Questa scena è la più commovente del film e sfocia nei titoli di coda, dove l’eterea e malinconica Time degli Alan Parsons Project, ballata teneramente da Marina e Orlando all’inizio del lungometraggio, sottolinea ancora una volta il profondo legame oltre la morte tra i due protagonisti.

     

    Elena Lucerna

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